Gli ambiti nutrizionali per favorire uno stile di vita sano e attivo

La parola dieta (diaita) nell’accezione propria del termine, per gli antichi greci e romani, stava a significare uno stile di vita dove l’attenzione verso un giusto nutrimento, un adeguato movimento assieme alla capacità di vivere in tranquillità (otium) indicava loro la strada per la salute.

Salute intesa quindi come percezione di benessere psicofisico e non solo come assenza di malattia.

L’Unesco ha nominato, nel 2010, la dieta mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, definendola come “l’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi degli spazi culturali con le quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare”.

Ma qual è il modello alimentare che contraddistingue la dieta mediterranea? Scopriamolo insieme….

Innanzi tutto la fruizione di pasti frugali, poco elaborati e cucinati in maniera semplice.

L’utilizzo di verdure e frutti di stagione.

L’utilizzo di cereali e di farine non raffinate.

L’olio extravergine di oliva.

Carni bianche e pesce.

Formaggi.

Vino esclusivamente a pasto.

Il modello alimentare della dieta mediterranea ripartisce la percentuale dei macronutrienti in questo modo:

Proteine 12-15%

Carboidrati 48-60%

Lipidi 25-30%

Gli scienziati hanno messo in correlazione la genetica e l’ambiente con l’alimentazione e lo stile di vita tra le cause principali della longevità.

Un’importante ricerca internazionale ha di recente individuato alcune aree del mondo, le cosiddette “blue zone” dove è presente la popolazione più longeva (centenari).

Sono state individuate cinque zone del pianeta nelle quali si sono riscontrati elementi in comune soprattutto nello stile alimentare in quello di vita.

Lo studio è iniziato nel 2004 in Sardegna, nell’Ogliastra, successivamente sono state individuate altre aree nell’isola di Ikaria in Grecia, nelle isole di Okinawa in Giappone, nella penisola di Nicoya in Costarica e infine a Loma Linda in California.

Pur nelle diversità culturali e ambientali tutti gli hotspot avevano in comune uno stile alimentare caratterizzato da un regime semi-vegetariano, con un notevole consumo di legumi, un moderato uso di carne rossa e di bevande alcoliche, scarso o nullo tabagismo.

Il fatto che due aree su cinque siano collocate nel bacino del Mar Mediterraneo sembra essere correlato col fatto che gli abitanti, quasi tutti ultranovantenni, seguono la dieta mediterranea caratterizzata appunto dall’utilizzo di cereali integrali, cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, legumi, poca carne pesce e uova.

E’ risultato determinante inoltre, ai fini della longevità, lo stile di vita praticato moderatamente attivo ma costante, con legami forti all’interno della comunità e della famiglia dove l’anziano mantiene stabilmente un suo ruolo e una sua identità.

Anche il legame di appartenenza alla propria comunità religiosa è risultato essere un elemento comune a tutte le aree.

In quasi tutti gli hotspot si è anche osservata l’abitudine a coltivare l’orto perché la moderata attività fisica, il contatto con i ritmi stagionali della natura, l’utilizzo stesso dei prodotti coltivati e la loro condivisione concorrerebbero in modo significativo a rendere le persone più longeve.

Un’alimentazione senior equilibrata, semplice, conviviale, in grado di assicurare un adeguato apporto di energia e nutrienti contribuisce quindi, ed è scientificamente provato,  al mantenimento di una buona efficienza delle funzioni cognitive, di una buona forma fisica e di un gratificante livello di indipendenza.

La sana alimentazione si può imparare, come tutte le altre discipline, e il gesto di stare a tavola, magari insieme, oltre ad essere un progetto di salute può diventare un obiettivo per mantenere attiva la voglia di condividere e tramandare saperi e sapori spesso dimenticati.

Fonte: Scritto da Laura CARAMELLI – Membro del Direttivo dell’Associazione Seniores del Comune di Torino.

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